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Curiosità

GLI STEMMI. IL GRIFO GENOANO.

GLI STEMMI. IL GRIFO GENOANO.

La nostra rubrica sui simboli delle squadre di calcio italiane.

di Anonimo rampante


Lo stemma del Genoa racconta tre storie in una sola immagine: la croce di San Giorgio della Repubblica di Genova, il grifone dello stemma cittadino e i colori rossoblu.

Il Genoa è il club più antico d’Italia ancora in attività. Fondato il 7 settembre 1893 come Genoa Cricket and Athletic Club, praticando inizialmente soltanto cricket e atletica, divenne poi Genoa Cricket and Football Club e rappresenta ancor oggi un pezzo della storia dello sport italiano.

La croce di San Giorgio, nota come la bandiera dell’Inghilterra (una croce rossa in campo bianco le cui origini sono legate alla storia delle crociate) è diretta conseguenza del suo essere nato all’interno del consolato britannico per l’iniziativa di alcuni imprenditori inglesi residenti in città.

Nel mio anonimo e segretissimo girovagare per archivi polverosi, biblioteche dimenticate e bauletti di vecchi appassionati, ho anche scoperto che, per esempio, una leggenda narra ancora come il Re d’Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone, avesse ottenuto dai genovesi la concessione di utilizzare la croce di San Giorgio a protezione delle proprie navi nel Mediterraneo. Genova, infatti, fin dal medioevo era stata una delle principali potenze commerciali del Mediterraneo e nel XVII secolo rappresentò uno dei maggiori poli finanziari d’Europa.

Lo scudo crociato, come scritto, rimanda al culto di San Giorgio, il cavaliere cristiano che uccise il drago, eletto gonfaloniere e protettore della città durante la prima crociata e rappresentato nell’iconografia classica con l’asta e la croce rossa, simbolo della passione di Cristo.

Il Grifone, detto anche Grifo, è invece una chimera, una figura mitologica composta dalle caratteristiche di tre animali: l’aquila nel capo, nel collo, nel petto, nelle ali e nelle zampe anteriori; il leone nel ventre, nelle zampe posteriori e nella coda; il cavallo nelle orecchie. Il Grifo è, naturalmente, simbolo di forza, nobiltà, coraggio e vigilanza, nonché emblema del legame indissolubile con la città e le sue vicissitudini politiche.

Se nello stemma civico della città di Genova due grifoni sostengono lo scudo con la Croce di San Giorgio, l’idea di introdurne la figura anche nello stemma del club fu di un certo Aristide Parodi, attaccante rossoblù che giocò la sua unica partita ufficiale da portiere nel campionato del 1900, quando i genoani sconfissero la Sampierdarenese per sette a zero.

Diventato poi cassiere del club, al quale prestò ben cinquecento lire, Parodi rese anche possibile la costruzione del campo di San Gottardo, che ospitò la squadra per tre anni prima del definitivo trasferimento a Marassi.

Ma fu solo verso la fine degli anni Venti che si scelse definitivamente un solo grifone, inserendolo rampante verso sinistra in uno scudo rossoblù, bordato d’oro e chiuso in alto dalla croce rossa in campo bianco della città.

Il logo attuale sarebbe poi comparso sulla maglia in occasione del campionato 1937/1938, con il rosso e il blu a indicare le origini britanniche del club o, secondo una lettura più prettamente araldica, il rosso a rappresentare il sangue, il coraggio e la natura terrena, e il blu quella divina, celeste e spirituale.

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